XXI Domenica. Chi sono io per te?

XXI Domenica. Chi sono io per te?

Lontano dai luoghi della propria terra, lontano dalla folla che acclama, forse approfittando di un momento di tranquillità, Gesù pone ai discepoli una domanda che, in realtà chiede molto più che una risposta: «Ma voi, chi dite che io sia?». Per prepararli a questa domanda Gesù aveva chiesto appena prima: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Ma si comprende bene che a Gesù non interessano i sondaggi. Lui non è un politico che ha bisogno di sapere su quanto consenso può contare. A Gesù interessa sapere chi è lui per quelle persone che hanno scelto di abbandonare tutto e di seguirlo. Il Vangelo di Marco, riportando lo stesso episodio, offre un elemento in più per capire meglio il senso di quella domanda. Infatti nel suo Vangelo leggiamo che Gesù: «per la strada interrogava i suoi discepoli» (Mc 8,27). Quella di Gesù non è una domanda da catechismo, ma una domanda che raggiunge i discepoli “per la strada” cioè mentre si vive, mentre camminano dietro di lui come discepoli, quasi un modo per chiedere: “sapete chi state seguendo?”.  Quel giorno, la risposta era posta ai discepoli, oggi la stessa domanda interpella ciascuno di noi. “Chi sono io per te?”. Per rispondere a questa domanda non è necessario sfogliare il Catechismo, ma è importante sfogliare le pagine della nostra vita, perché su questa domanda si gioca la credibilità della nostra fede. E la risposta che daremo sarà più utile a noi che a Colui che la pone. Vale la pena ricordare le parole con le quali Benedetto XVI apriva l’Enciclica Deus caritas est: “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. La domanda di Gesù pone il credente di fronte ad una grande verità: la fede non è aderire ad una filosofia di vita, non è un vago sentimento di una realtà più grande. La fede è prima di tutto l’incontro con la Persona di Gesù e come tale comporta una scelta, quella di seguirlo o meno. Solo la fede vissuta come una scelta può aiutare a comprendere che la fede non corre in modo parallelo alla vita, ma la condiziona in tutte le sue scelte.

                                                                                                                                                                      don Mimmo

 

immagine: Duccio di Buoninsegna, Apparizione sul monte di Galilea (1308-1311), Duomo di Siena

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