XIX domenica. Chiamati ad attraversare il mare

XIX domenica. Chiamati ad attraversare il mare

C’è un inizio insolito nel Vangelo di questa domenica. Leggiamo, infatti che, dopo aver sfamato la folla, Gesù «costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva». Possiamo tentare di spiegare questo atteggiamento di Gesù pensando a quanto è successo prima. Il miracolo dei pani potrebbe insinuare nei discepoli l’idea di un Gesù potente che rende potenti anche coloro che lo seguono. Gesù non è un uomo politico che preferisce godere del successo appena ottenuto. Egli preferisce la solitudine della preghiera proprio quando è più forte il consenso della folla. Prima di ritirarsi, però, egli “costringe” i discepoli a raggiungere l’altra riva del lago. Il verbo è interessante: non si tratta di obbligare ma di costringere, cioè impone ai discepoli qualcosa che non farebbero volentieri. Essi, forse mostrano il desiderio di restare, di godere del successo della folla. Ma Gesù vuole smorzare questa falsa idea di Dio e mettere i discepoli nella condizione di capire cosa significhi avere fede. Infatti, di lì a poco essi saranno sconvolti dalla tempesta e sarà quella un’occasione per comprendere cos’è la fede. Non si tratta di una “prova”. Gesù vuole semplicemente portare i discepoli nella realtà, nella storia vera, quella di ogni giorno. I discepoli dovranno attraversare il lago perché la vita impone di non restarsene fermi sulla riva. La vita chiede di attraversare il mare con tutte le sue insidie. La storia di ogni giorno può riservarci tempeste e paure. Credere in Gesù non è vivere fuori dalla storia, ma saper vivere nella storia con coraggio. Un coraggio che non può essere affidato solo alle nostre capacità o alla nostra forza di volontà. Lo dimostra Pietro quando chiede a Gesù di camminare sulle acque, ma si lascia prendere dal terrore quando le onde stanno per travolgerlo. Tutta la sua buona volontà non basterà per affrontare la tempesta. Se non riesce a fidarsi di Gesù la fine sarà inevitabile. «Gesù tese la mano e lo afferrò»: questa immagine tenera e decisa allo stesso tempo può aiutare a capire cos’è la fede. Gesù non promette ai suoi discepoli di risparmiarli dalle tempeste, ma promette che nelle tempeste tenderà loro la mano e li afferrerà perché non soccombano.

                                                                                                                                                                       don Mimmo

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