Pasqua di Risurrezione

Pasqua di Risurrezione

Nei giorni scorsi, la Passione di Cristo ci ha coinvolti profondamente perché mai, come in questo anno, nella Sua sofferenza abbiamo riconosciuto la nostra. Guardando alla Croce di Cristo ci è stato più facile pensare alla paura che in questi giorni sta abitando nelle nostre case, al silenzio delle nostre strade vuote e soprattutto all’esasperata lotta nei nostri ospedali.  Ma come credenti sappiamo che la Passione e la Morte di Cristo non esprimono solo la solidarietà di Dio con la sofferenza dell’umanità. La Passione e la Morte di Cristo ci rivelano soprattutto un Amore sconfinato, l’Amore del Padre che ama senza misura ogni suo figlio. E noi sappiamo che l’Amore è vita. Vivere senza Amore è già morire. Questo Amore di Dio, alito divino che fa respirare le nostre fragili esistenze trasforma ogni cosa: la paura in coraggio, la solitudine in conforto, la morte in vita.  Eccoci, quindi, con Maria di Magdala davanti a quel sepolcro, luogo di morte, dove l’unica cosa possibile sembra essere quella di nascondere con il profumo il cattivo odore della morte. Ma l’Amore di Dio trasforma anche questo luogo di morte. La risurrezione di Cristo trasforma la pietra sepolcrale che segnava il confine tra la morte e la vita, in un pulpito dal risuona per ogni uomo la “bella notizia”. La pietra, che come una barriera chiudeva l’orizzonte della vita, ora diventa la torre dalla quale guardare oltre l’orizzonte. Il Vangelo di Giovanni apre il racconto della Risurrezione con un’indicazione di tempo che già apre il cuore a qualcosa di nuovo, di inaspettato: “Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino”.  La prima creazione aveva dato inizio al ritmo del tempo con l’alternarsi del giorno e della notte, la nuova creazione non ha più il ritmo del tempo ma quello dell’l’eternità. Paradossalmente, quest’anno, non potendo celebrare la Pasqua come si è sempre fatto, noi comprendiamo che la Risurrezione di Cristo è un evento che coinvolge prima di tutto la nostra storia, la nostra stessa vita. E’ Pasqua anche se non possiamo celebrarla nelle nostre Chiese, ma possiamo celebrarla nella nostra storia. Siamo già dei risorti perché la forza della vita ci raggiunge là dove siamo. Se la Pasqua di Cristo ha trasformato un sepolcro in un luogo di vita, anche quello che stiamo vivendo sarà trasformato in un’esperienza di rinascita. Risorgeremo! Ma non alla fine dei nostri giorni, bensì già ora se lasceremo entrare nelle nostre case il profumo della vita che la Risurrezione di Cristo ha portato nella nostra storia.

Mimmo Falco

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