Ottava di Natale. “Andarono, senza indugio”

Ottava di Natale. "Andarono, senza indugio"

OTTAVA DI NATALE

All’inizio di un nuovo anno il Vangelo ci offre due immagini.  La prima è legata ai pastori che si mettono in cammino, l’altra a Maria che “custodisce e medita” tutto quello che accade. All’inizio di un nuovo anno può essere interessante soffermarsi sul cammino dei pastori perché presenta i tratti di un pellegrinaggio.  Dei pastori si dice, infatti, che “andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia”. Poi si dice che “se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto”. Il cammino dei pastori può ricordare ad ogni cristiano che il tempo non è solo un calendario da sfogliare, un tempo da misurare. Forse abbiamo tutti bisogno di recuperare il senso autentico del tempo per non affrontarlo come un nemico che accorcia la nostra vita. Andare, trovare e tornare sono verbi che possono aiutarci ad iniziare un nuovo anno come un tratto di storia che Dio offre per crescere come uomini e come credenti.  Infatti, noi andiamo ogni volta che decidiamo di non restare seduti, immobilizzati dalla pigrizia o conquistati dalla rassegnazione. In questo modo, andare diventa l’impegno ad affrontare con serenità e senza timore tutto quello che questo nuovo anno ci offrirà. Anche il verbo trovare può offrire uno stimolo alla nostra riflessione. Infatti, come i pastori, noi possiamo trovare solo se ci impegniamo a cercare, se siamo disposti a metterci in cammino. Nella nostra concreta esperienza, trovare può esprimere il desiderio di sganciarsi dalla routine per dare un senso alle nostre giornate e a non lasciare che il tempo ci scorra addosso. Solo chi cammina arriva alla mèta e solo chi cerca può trovare. Infine, il verbo ritornare può rappresentare un’esperienza, anzi forse l’esperienza più bella che ripaga chi è andato e ha trovato. Tornare è l’esperienza di chi può godersi quello che ha trovato. La soddisfazione di chi si è messo in cammino e ora si rende conto che il suo viaggio non è stato inutile. Tornare è l’esperienza di chi è cresciuto perchè ha maturato altre conoscenze ed è pronto a nuove partenze. L’augurio di un nuovo anno lo affidiamo alle parole di un luminoso testimone: Dietrich Bonhoeffer:

Da potenze benigne prodigiosamente protetti,
attendiamo consolati quello che accadrà.
Dio ci è al fianco alla sera e al mattino,
e certissimamente, in ogni giorno che verrà. 

(dal carcere sotterraneo della Gestapo, Capodanno 1945)

 

 

 

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