Natale del Signore. Hai moltiplicato la gioia

Natale del Signore. Hai moltiplicato la gioia

“Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia”.
(Isaia 9,2)

 

Rispetto alle altre feste cristiane, il Natale è la festa che supera il confine della liturgia cristiana e invade anche spazi che non hanno nulla di spirituale. Non possiamo nascondere che un Natale spogliato del suo autentico significato può solo dare voce ad un vacuo e melenso sentimentalismo. Tuttavia, possiamo cogliere un aspetto positivo anche in una festa spoglia della sua dimensione spirituale: si avverte, infatti, il bisogno di trovare un riferimento, un’occasione che aiuti, anche se per breve tempo, a ritrovare il volto più bello e più sereno della nostra umanità. L’uomo ha bisogno di Dio anche se spesso non lo ammette o non lo sa esprimere. Il momento storico che stiamo vivendo, proprio perché ci costringe a celebrare il Natale in un’atmosfera diversa, può sollecitare il desiderio di portare lo sguardo al suo originale significato. Se prendiamo tra le mani i Vangeli ci rendiamo conto di come la nascita di Gesù sia presentata in tre modi diversi da Matteo, Luca e Giovanni. La diversità dei racconti testimonia la ricchezza del Mistero dell’Incarnazione e conferma che non è possibile ridurre la venuta di Dio nella nostra storia ad un semplice racconto. Il Vangelo di Luca dice che la nascita di Gesù avviene durante il grande censimento di Cesare Augusto e annota che «Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città». Non è una semplice indicazione storica. Qualcosa di inaudito sta accadendo nella storia degli uomini: mentre i grandi della terra sono preoccupati di misurare la grandezza del proprio potere, Dio entra nella storia degli uomini per donare il suo potere, così come afferma il Vangelo di Giovanni proclamato nel giorno di Natale: «A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio». In questo movimento di persone creato dal censimento chi si accorge che qualcosa di meraviglioso sta accadendo proprio sotto i suoi occhi? Secondo il racconto di Luca solo i pastori che «vegliavano tutta la notte». I pastori, gente povera che non ha altra preoccupazione se non quella di custodire il gregge loro affidato. Gente che la notte resta sveglia, non per una serata da sballo o una partita a carte tra amici, ma perché fedele alla propria responsabilità. Oggi, quei pastori che restano svegli nella notte sono le tante famiglie vittime di questa pandemia, coloro che hanno perso un loro caro, chi ha perso il lavoro o chi sarà costretto a rimanere solo. Il Natale non porterà niente di nuovo e di bello se Dio non è più grande delle nostre preoccupazioni, dei nostri sogni, delle nostre illusioni, del nostro correre da una parte all’altra. La gioia non la possiamo costruire, ma solo accoglierla e viverla come un dono. «Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia»: la visione del Profeta è il dono che Dio oggi realizza per chi è capace di meravigliarsi ancora una volta di fronte al mistero del Natale.

don Mimmo

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Commenti

  1. Che la nascita del Bambino Gesù ci illumini la mente ,ci aiuti ad uscire dalla pandemia dell’egoismo, ,dell’indifferenza, del consumismo e ci apra all’amore autentico per gli altri! Auguri Don Mimmo e grazie per la toccante omelia e per la novena che mi ha riempito il cuore di gioia e mi ha spiritualmente preparata al Natale! Letizia

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