IV di Avvento. “Quando si destò dal sonno”

IV di Avvento. "Quando si destò dal sonno"

Il racconto dell’annuncio a Giuseppe spesso passa in secondo piano rispetto all’annuncio a Maria. Anche la storia dell’arte conferma che il racconto della pagina lucana è un soggetto che ha ispirato artisti di ogni epoca. Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che il racconto dell’annuncio a Giuseppe presenta contorni più drammatici e realistici rispetto al racconto dell’annuncio a Maria. Nel racconto di Matteo proposto dalla liturgia domenicale siamo messi di fronte ad un uomo combattuto perché Giuseppe è allo stesso tempo innamorato di Maria ma anche “giusto” cioè fedele al suo Dio. “Mentre stava considerando queste cose”: di fronte alla maternità di Maria è difficile per Giuseppe pensare quale sia la scelta più giusta. Egli vuole salvaguardare l’amore per Maria, ma allo stesso tempo teme di venire meno nella fedeltà al suo Dio. La legge mosaica gli impone infatti di ripudiare la sua sposa, ma il suo cuore non è capace di rinunciare a Maria. E comunque non vuole metterla in difficoltà. Spesso le scelte della vita ti coinvolgono in una lotta alla quale non è possibile sottrarsi. E tuttavia, comprendi che solo affrontando la lotta forse sarà possibile fare chiarezza e comprendere quale sia la scelta più giusta. Il Vangelo si sofferma su un Giuseppe assorto nei suoi pensieri, su un uomo coinvolto nella lotta con le sue domande. Ma il racconto dice che proprio in questa lotta è possibile per Giuseppe riconoscere la voce di Dio che lo invita a non temere e gli spiega che la sua storia è parte di una storia più grande. “Ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù”. Il figlio di Maria non è suo e tuttavia Giuseppe deve dargli un nome, riconoscendolo come suo. Non è sempre facile obbedire a Dio perché non si tratta solo di abbandonarsi ai suoi progetti, ma si tratta anche di coinvolgersi in una responsabilità che non nasce dalla tua decisione. Anche noi a volte sentiamo il peso di conseguenze che non nascono dalle nostre scelte. Certo, possiamo tirarci indietro perché siamo liberi di farlo. Ma il rischio è quello una vita triste che ti fa sentire ostile il mondo intero. L’annuncio fatto a Giuseppe insegna che aprirsi alla fede è aprirsi ad una storia più grande della nostra. “Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo”. Quello di Giuseppe non è un semplice risveglio, ma un’autentica risurrezione, cioè il rinascere da una situazione di angoscia perché ha scoperto che Dio lo chiama ad un progetto più grande dei suoi sogni.

 

don Mimmo

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