IV di Avvento. “Il Signore farà a te una casa”

IV di Avvento. "Il Signore farà a te una casa"

La quarta domenica di Avvento ci permette di raccogliere tutta la bellezza e la ricchezza di una pagina di Vangelo che conosciamo a memoria, ma che ogni volta che la ascoltiamo ci comunica qualcosa di nuovo. In questa domenica, l’annuncio dell’Angelo a Maria è preceduto dal racconto di Davide che vuole costruire un luogo dignitoso per custodire l’Arca dell’Alleanza. Davide avverte come una grande contraddizione il fatto che lui viva nella reggia e al libro della Legge sia riservata solo una tenda. All’inizio anche il profeta Natan sembra entusiasta della decisione del re, ma ben presto egli deve comunicare a Davide quanto Dio gli ha rivelato nella notte: non sarà Davide a costruire una casa a Dio, ma sarà Dio stesso a costruire una casa per lui e per la sua discendenza: «Il Signore ti annuncia che farà a te una casa». Perché Dio rifiuta il buon proposito di Davide? Dobbiamo riconoscere che il proposito di Davide, più che un atto di superbia sembra un atto di ingenuità.  Come potrebbe l’uomo costruire una casa a Colui la cui presenza riempie l’universo? Come ci ricorda il Salmo 24: “Del Signore è la terra e quanto contiene: il mondo, con i suoi abitanti”. A volte, anche noi, animati da buoni propositi, cadiamo nella stessa ingenuità di Davide quando pensiamo di poter fare qualcosa per Dio. A volte, siamo così preoccupati di poter fare qualcosa, da dimenticare quando Dio ha fatto e continua a fare per noi. Ricordiamo le parole che Dio stesso rivolge a Natan e chiede di riferire a Davide: «Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge… Sono stato con te dovunque sei andato».  L’annuncio dell’Angelo a Maria, non solo conferma la promessa di Dio di “fare una casa” per Davide, ma conferma allo stesso tempo che solo Dio può fare qualcosa per noi. Da parte nostra, come Maria, possiamo solo abbandonarci ai suoi progetti, a volte misteriosi, a volte non secondo i nostri desideri. Le letture di questa domenica, quest’anno coincidente con la vigilia di Natale, ci fanno pensare a quanta premura nel costruire i nostri presepi, a quanta premura nell’organizzare un luogo nel quale possa nascere il Bambino Gesù. Proprio questa premura dovrebbe sollecitare una domanda: se non possiamo essere noi a costruire una casa per Dio e se è Dio stesso a mettere casa tra gli uomini, noi cosa possiamo fare? L’«eccomi» di Maria è la risposta che anche noi siamo chiamati a dare perché l’unica casa nella quale accogliere e custodire la presenza di Dio può essere solo la nostra vita.

don Mimmo

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