III di Avvento. “Andate e riferite”

Giovanni Battista ha dedicato tutta la sua vita ad annunciare il Messia e a prepararne la venuta. Ora che è in carcere e la sua vita in pericolo, Giovanni vuole capire se la sua missione è conclusa. Ha bisogno di sapere se il Gesù di cui sente parlare è veramente il Messia che lui ha annunciato. E’ un dubbio quello di Giovanni? Non dovremmo meravigliarci se lo fosse perché il dubbio è una “notte” che ogni credente è chiamato ad attraversare. Il “carcere” nel quale Giovanni si trova non è solo un luogo ma una situazione di limite. Carcere può essere il dubbio che tiene prigionieri, ma le domande possono aiutare a venir fuori da questa situazione. Se la fede è un cammino, le domande ci avvicinano sempre di più alla mèta, che per il credente è l’incontro con Cristo. Ai discepoli che Giovanni invia per raccogliere informazioni, Gesù non offre parole, ma un invito a guardare quello che sta accadendo: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete». “Andate”: l’invito di Gesù è a non fermarsi nel dubbio, ma a mettersi in ricerca, ad affinare uno sguardo più attento alla storia per coglierne i segni di novità. Elogiando la persona e la missione di Giovanni, Gesù approfitta per criticare uno sguardo che si lascia catturare solo dal sensazionale: “che cosa siete andati a vedere?”. L’ostacolo serio che può intralciare il cammino della fede è la ricerca del sensazionale, l’ansia di vivere situazioni da brivido, la smani di eventi originali. Ma questo atteggiamento provoca una contraddizione: non siamo più noi a catturare con lo sguardo ciò che accade, ma è quello che accade ad imporsi alla nostra vista. Non si è più capaci di guardare perché abbagliati, non si è più capaci di domande perché sono già pronte le risposte, non si è più capaci di desideri perché soddisfatti prima ancora di nascere. La tradizione liturgica chiama questa domenica “la domenica della gioia” a motivo dell’antifona d’ingresso che si apre con l’invito a “rallegrarsi”, ma anche perché siamo ormai prossimi al Natale. Senza eccedere in uno rassegnato realismo dobbiamo riconoscere che quello che Gesù dice di riferire a Giovanni oggi è per noi solo illusione. Infatti i ciechi continuano a non vedere, gli zoppi a non camminare e i sordi a non sentire. Ma la forza della fede non è nell’evidenza del prodigio, ma in uno sguardo capace di andare oltre l’evidente. “Andate e riferite”. Gesù non invita ad andare nel mondo come cronisti della storia, ma come profeti. Non chiede di andare per raccontare i fatti, ma di raccontare la gioia della vita nonostante i fatti che la insidiano.
don Mimmo
Catechesi recenti

Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
Agosto 13, 2026

XIX Domenica del tempo ordinario. Gridarono dalla paura
Agosto 09, 2026


