Domenica delle Palme. Gesù o Barabba?

Domenica delle Palme. Gesù o Barabba?

La Domenica della Palme, che alcuni riducono solo alla benedizione dei ramoscelli, costituisce per i credenti l’ingresso nella “Grande Settimana”, che celebra il fondamento della fede cristiana, cioè il mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo. La Domenica della Palme assume il carattere di una “ouverture” che introduce al mistero celebrato nel Triduo santo. In questa liturgia domenicale assume un ruolo importante il racconto della Passione, che quest’anno è attinto dal vangelo di Marco.

Cosa avviene intorno al Cristo che in silenzio si lascia condurre sulla croce? In tutto il racconto della Passione si susseguono diversi personaggi e con diverse reazioni. Sono reazioni che rivelano la logica del mondo che si scontra con la logica di Dio.  La stessa folla, che aveva osannato Gesù al suo ingresso in Gerusalemme, davanti alla croce ironizza e denigra: “salva te stesso scendendo dalla croce!”. Gesù è per loro solo un rivoluzionario fallito, promotore di promesse irrealizzabili. Per loro, Gesù sulla croce è la conferma che i grandi ideali sono destinati a fallire. Anche i capi dei sacerdoti e gli scribi ironizzano: come si fa a credere a un Dio appeso sulla croce? Anzi, il silenzio di Dio sembra confermare che le sue sono solo pretese da megalomane. E’ la mentalità della fede che crede solo davanti ai miracoli.  In realtà, anche molti cristiani si lasciano affascinare dall’idea di un Dio potente, il Dio dei miracoli che deve difendere chi crede in Lui. Altrimenti, quale vantaggio offre la fede?  Nella passione Gesù appare come colui che sperimenta la debolezza, il fallimento della logica dell’amore che ha guidato tutta la sua vita. Una logica che appare sconfitta dalle logiche del mondo. La logica di Barabba che sceglie la violenza per conquistare la libertà, prevale sulla logica di Gesù che chiede di scegliere la strada dell’amore per vivere nella vera libertà. Gesù rimane fedele fino alla fine, aggrappato alla croce nella sua totale fiducia in Dio. Non si lascia sedurre dalla forza della violenza o dalle trombe del trionfo. “Questo è il motivo per cui Gesù muore, perché ama” (T. Radcliffe, Il punto focale del cristianesimo). Come si può ridurre alla benedizione di un ramoscello il dramma di una storia che interpella e chiama ad una scelta? Di fronte al mistero della Passione, ancora oggi siamo chiamati a scegliere tra Barabba e Gesù, tra la logica del mondo e quella del Vangelo.  Per il credente, la Pasqua non può ridursi ad susseguirsi di riti da celebrare. Vivere la Pasqua è ostinarsi a credere che là dove il mondo dichiara il fallimento, Dio apre ad una storia completamente nuova.

don Mimmo

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