Domenica della Trinità. Il racconto dell’Amore

Il mistero della Trinità provoca inevitabilmente una domanda: chi è Dio? Ma si tratta di una domanda alla quale è difficile rispondere perché non è possibile costringere Dio in una definizione. Per tentare di affacciarci a questo grande Mistero dobbiamo lasciarci guidare dalla liturgia. Infatti, la festa della Trinità celebrata a conclusione del Tempo pasquale ci permette di guardare al cammino che l’Anno liturgico ci ha fatto percorrere, dal tempo di Avvento alla Pentecoste. In questo percorso, la liturgia ci ha permesso di vedere la Trinità all’opera nella storia della salvezza. Possiamo guardare a questa storia lasciandoci guidare da alcuni passaggi della Preghiera eucaristica IV. La preghiera infatti ci aiuta a ringraziare per l’opera del Padre: «Padre santo, hai tanto amato il mondo da mandare a noi, nella pienezza dei tempi, il tuo unico Figlio come salvatore». In questo passaggio, la preghiera riecheggia quanto Gesù stesso afferma nel Vangelo nel dialogo con Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna». Quindi, la preghiera ricorda l’opera del Figlio: «Per attuare il tuo disegno di redenzione si consegnò volontariamente alla morte, e risorgendo distrusse la morte e rinnovò la vita». Infine, la preghiera contempla l’opera dello Spirito Santo: «E perché non viviamo più per noi stessi ma per lui che è morte e risorto per noi, ha mandato, o Padre, lo Spirito Santo, primo dono ai credenti, a perfezionare la sua opera nel mondo e compiere ogni santificazione». La liturgia non ci dà una definizione del Mistero della Trinità ma lo racconta. Celebrare la Trinità non è affermare semplicemente un dogma di fede, ma riconoscere e contemplare la presenza di Dio nella storia. Ma soprattutto, ascoltando la conclusione della seconda lettera di Paolo ai Corinzi proclamata nella seconda lettura di questa Domenica, possiamo riconoscere nel Mistero della Trinità la grande verità che Dio è Amore. Papa Benedetto XVI spiega con parole semplici questa verità, affermando che Dio «Non vive in una splendida solitudine, ma è piuttosto fonte inesauribile di vita che incessantemente si dona e si comunica» (Angelus 2009). Per questo siamo battezzati nel nome della Trinità, per entrare nella dinamica dell’amore che trova in Dio la sua stessa sorgente. Il Mistero della Trinità non ci mette solo di fronte alla distanza tra l’uomo e Dio, ma ci conferma la prossimità di Dio nella storia dell’uomo.
don Mimmo
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Francesco Cairo, Santisima Trinidad, Museo del Prado
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