VIII Domenica. “Non preoccupatevi”

Ci sono brani del Vangelo che sembrano mostrare con chiara evidenza il loro messaggio. Nel nostro caso, il brano del Vangelo domenicale sembra semplicemente invitare a fidarsi della Provvidenza di Dio che, in quanto Padre si prende cura dei suoi figli. Tuttavia, una simile conclusione potrebbe ingenerare un dubbio, una domanda: con il suo invito a non preoccuparsi del cibo, del vestito, del domani, Gesù sta invitando i suoi discepoli a rimanere nell’ozio tanto Dio provvede per loro? E le persone che non hanno di che mangiare o vestirsi come potrebbero reagire di fronte a queste parole di Gesù. Dobbiamo ricordare a questo proposito il rimprovero di san Paolo alla comunità: “Vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi” (2Ts 3,10). Papa Benedetto XVI commenta con queste parole il nostro brano evangelico: “Chi crede in Dio, Padre pieno d’amore per i suoi figli, mette al primo posto la ricerca del suo Regno, della sua volontà. E ciò è proprio il contrario del fatalismo o di un ingenuo irenismo. La fede nella Provvidenza, infatti, non dispensa dalla faticosa lotta per una vita dignitosa, ma libera dall’affanno per le cose e dalla paura del domani”. (Angelus 27.02.11). L’esortazione di Gesù non è quindi un semplice invito a starsene tranquilli in attesa della Provvidenza. Le parole di Gesù sono prima di tutto l’invito a fare una scelta: cosa è più importante per l’uomo? In chi o in cosa l’uomo ripone la sua fiducia? Gesù in modo chiaro chiama i suoi discepoli a non imitare i pagani che si lasciano prendere dall’ansia del domani, riponendo la propria sicurezza su quanto si possiede: “Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani”. L’invito, quindi, non è quello di affidarsi oziosamente alla provvidenza di Dio, ma prima di tutto a non confondere la vita con il cibo e il corpo con il vestito perchè se crediamo che la vita e il corpo sono un dono di Dio, dobbiamo altrettanto credere che sarà Dio stesso a prendersi cura di noi. L’impegno più importante al quale Gesù chiama i suoi discepoli è “cercare anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia”. La prima preoccupazione del discepolo è fare in modo che su questa terra si realizzi il progetto di Dio, che sia Dio ad orientare le scelte e il modo di abitare la terra. Un modo concreto di instaurare la giustizia di Dio è renderci noi stessi strumenti della provvidenza di Dio per i nostri fratelli.
don Mimmo
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