IMMACOLATA CONCEZIONE. “Si domandava che senso avesse”

IMMACOLATA CONCEZIONE. "Si domandava che senso avesse"

La solennità dell’Immacolata non può trovare contesto più bello del tempo di Avvento. Non solo perché è il tempo che ci prepara a celebrare il mistero dell’Incarnazione, ma soprattutto perché è il tempo nel quale siamo invitati ad aprirci al futuro nella speranza. Come afferma una preghiera di questo tempo, l’Avvento è il tempo nel quale “osiamo sperare” (Prefazio I di Avvento). Sono proprio le letture proposte dalla liturgia dell’Immacolata ad orientare il nostro sguardo verso il futuro. Non un futuro incerto, affidato ad un destino ignoto, ma un futuro nel quale Dio stesso ci conduce attraverso la sua promessa. In questo futuro disegnato da Dio si colloca la vicenda di Maria, ed in particolare l’annuncio che ella sarà Madre di Gesù. Ma Maria, come tutti noi, come ogni creatura, non nasconde il timore per qualcosa che, allo stesso tempo entusiasma, ma preoccupa. “Si domandava che senso avesse un saluto come questo”. Forse Maria riconosce in quel saluto le parole del profeta Sofonìa “Rallégrati, figlia di Sion” (3,14) che invita alla gioia per la presenza di Dio in mezzo al suo popolo?  Non lo sappiamo. Sappiamo però dalle parole di Luca il turbamento di Maria alla presenza dell’Angelo e delle sue parole. La presenza dell’Angelo confonde Maria, così come ogni uomo o donna resta turbato di fronte ad una realtà che non comprende. Per questo le parole di Gabriele invitano prima di tutto a “non temere”. Maria sta per essere coinvolta in un progetto più grande di lei. Anzi, un progetto per il quale lei si riconosce inadeguata, non preparata: “Non conosco uomo”. Ma proprio nella distanza tra ciò che siamo e ciò che siamo chiamati ad essere è possibile riconoscere che il futuro è nelle mani di Dio. Noi possiamo prepararlo ma non possiamo garantirlo. In questa distanza tra quello che noi siamo in grado di fare e quello che invece Dio può realizzare si fonda la speranza cristiana. Perché la speranza cristiana non attinge alle nostre capacità, ma alla promessa di Dio. La solennità dell’Immacolata è un’occasione preziosa offerta a tutti noi per imparare a non aver paura del futuro. Spesso, se abbiamo paura è perché misuriamo il futuro con il metro delle nostre possibilità. Maria, invece insegna che l’unica strada per non aver timore e avventurarsi nel futuro è abbandonarsi a Dio fidandosi della sua promessa. “Ecco la serva del Signore”. Non è un atteggiamento di umiltà che nasconde la rassegnazione, ma un atto di umiltà che rivela una totale fiducia.

 

don Mimmo

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