IV Domenica. “La mia vita per le pecore”

IV Domenica. "La mia vita per le pecore"

Pastore e mercenario sono due figure contrapposte con le quali Gesù spiega il rapporto con i suoi discepoli. Il pastore è legato al suo gregge da un rapporto gratuito e contraddistinto dalla dedizione e dall’affetto. Gesù, infatti, «dà la sua vita per le pecore» e allo stesso tempo afferma: «conosco le mie pecore». Al pastore si contrappone la figura del mercenario, il cui legame con le pecore è solo una questione di lavoro, un legame motivato solo dal profitto. Per questo, egli davanti al pericolo «abbandona le pecore e fugge» perché le pecore non gli appartengono. Le due figure che Gesù contrappone ci rivelano, anche da un punto di vista semplicemente umano, cosa sia l’amore vero, quello autentico. L’amore di chi, proprio perché ti conosce, ti ama per quello che sei e si lega a te in modo gratuito, senza altre finalità. Le parole di Gesù possono aiutare ciascuno di noi a comprendere cosa significa concretamente amare ed essere amati. Ma, al di là dell’esperienza che ciascuno di noi può fare a questo riguardo, al di là delle delusioni ricevute o dall’ebbrezza di un amore autentico, resta vero che solo nell’esperienza dell’amore possiamo comprendere le parole di Gesù. «Il sono il buon pastore»: la dolcezza di questa affermazione non toglie nulla alla sua forza perché il buon pastore, al contrario del mercenario che abbandona le pecore al lupo, difende le sue pecore.  E’ un pastore forte, che si prende cura di coloro che ama. Nella vita dell’uomo non mancherà mai la presenza del lupo che insidia la sua vita. La saggezza delle pecore sta nel riconoscere chi è pastore e chi è mercenario, colui a chi affidarsi e colui del quale diffidare. Scrive san Gregorio Magno: In tempo ordinario, pastore e mercenario custodiscono il gregge nell’identico modo. È quando sopraggiunge il lupo che si svela la interiore disposizione con la quale ciascuno dei due stava a guardia del gregge” (Omelie sui Vangeli 14). Sappiamo quanto siano vere queste parole e quante delusioni possiamo raccontare a questo proposito. Per questo, il credente prende sul serio le parole di Gesù, e alla luce della sua Parola impara l’arte del discernimento, il saper cioè valutare a quale pastore affidare la propria vita, senza lasciarsi sedurre da false promesse o da affetti ambigui.

                                                                                                                      Mimmo Falco

 

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