XXXIII Domenica. “Ho avuto paura”

XXXIII Domenica. "Ho avuto paura"

«Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò». Come già domenica scorsa con la parabola delle “dieci vergini”, anche in questa domenica la parabola che Gesù racconta, mentre porta il nostro sguardo verso il “giorno del giudizio”, in realtà costringe a guardare al tempo presente e provoca una interessante domanda: come viviamo la fede nella nostra storia quotidiana? Ma la nostra attenzione non può limitarsi semplicemente a considerare se e come stiamo facendo fruttificare i talenti che ci sono stati dati. Ancor prima la parabola evidenzia che la capacità di portare frutto è condizionata dalla nostra immagine di Dio. Il servo che riceve un solo talento e che si preoccupa solo di sotterrarlo, spiega lui stesso il motivo del suo atteggiamento: «Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura». Sappiamo molto bene anche noi che la paura è un grosso ostacolo. Essa impedisce di mettere fuori il meglio di noi stessi, le nostre capacità, la nostra voglia di progredire. E’ la paura del suo padrone che porta il servo a fare «una buca nel terreno» per nascondere quello che ha ricevuto. A volte anche noi, per paura degli altri, per paura del loro giudizio, pur di non rischiare corriamo il rischio di scavare una buca dove nascondere quello che siamo e quello che abbiamo. Se questa paura, poi, contamina anche la nostra fede, diventa inevitabile viverla non più come una relazione d’amore con Dio, ma solo come un precetto. Al contrario del terzo servo, i primi due si sentono rivolgere parole che dicono molto più che una semplice lode: «prendi parte alla gioia del tuo padrone». In realtà, il padrone dei talenti sta dicendo ai suoi servi che non sono più servi. Ora che sanno come far fruttificare quello che è stato loro donato, essi non sono più nella condizione di servi, ma godono i privilegi dello stesso padrone. San Paolo direbbe: «non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio» (Gal 4,7). La parabola ci ricorda la citazione di un antico cantautore e poeta: “Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire” (Jim Morrison).

don Mimmo

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