XI Domenica. “Vedi questa donna?”

XI Domenica. "Vedi questa donna?"

“Simone, vedi questa donna?” La domanda che Gesù pone a Simone è come la porta che permette di entrare nel messaggio che il brano evangelico offre alla nostra riflessione. “Vedi questa donna?” Certo. Simone la vede quella donna tanto che l’ha già giudicata. Ma la domanda di Gesù è un invito a Simone perché la guardi in modo diverso. Lo sguardo di Simone è infatti condizionato dalla sua presunzione nel ritenersi giusto tanto da poter giudicare la donna come peccatrice. Allo stesso tempo, il suo pregiudizio sulla donna coinvolge anche la persona di Gesù: “Se costui fosse un profeta …”. La prospettiva dalla quale ci fermiamo a guardare condiziona il nostro sguardo sulle persone e, quindi, il nostro giudizio. Prima di chiederci cosa vede Simone, dobbiamo chiederci da dove guarda Simone?  Simone guarda dal confine che separa giusti e ingiusti, santi e peccatori. Dalla sua prospettiva Simone vede solo la peccatrice che cerca di sedurre Gesù. Anzi, il suo sguardo offuscato non è tanto scandalizzato dalla donna che seduce, quanto da Gesù che si lascia sedurre. I gesti della donna sono per lui solo gesti di seduzione. Ma per Gesù quei gesti sono gesti di un amore sincero e appassionato. Sono i gesti dell’autentico discepolo. Infatti, la donna è presentata dietro a Gesù e ai suoi piedi. E’ dietro a Gesù come il discepolo che si mette alla sequela, ed è ai piedi di Gesù come il discepolo in ascolto del suo Maestro. Ma Simone non viene rimproverato da Gesù, piuttosto viene messo nella condizione di rivedere il suo giudizio attraverso una parabola che Gesù racconta. Una parabola che capovolge l’atteggiamento di Simone: egli che ha giudicato si ritrova ad essere giudicato. La scena presentata dal Vangelo interpella inevitabilmente ciascuno di noi. “Vedi questa donna?”. Anche noi, come Simone corriamo la tentazione di non vedere la donna ma una peccatrice perché ci sentiamo giudici inattaccabili. La donna che bagna i piedi di Gesù con le sue lacrime e poi li profuma, insegna che può versare il profumo della fede solo chi è prima capace di versare le lacrime del pentimento. Paradossalmente, proprio noi cristiani viviamo ogni giorno la tentazione di creare confini tra buoni e cattivi, tra giusti e ingiusti, tra chi sta dentro e chi sta fuori. Forse dobbiamo prestare maggiore attenzione quando, durante la celebrazione eucaristica, il Sacerdote prega: “Non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa”. Nel racconto evangelico non si dice quale sia stata la reazione di Simone. Al contrario si dice quello che succede alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!”. La donna può continuare il suo cammino, libera dalla sua condizione di peccato. E’ la fede che le permette di intraprendere un nuovo cammino. La conclusione del brano evangelico merita particolare attenzione da parte di chi confonde la fede con le norme e l’amore verso Cristo con i precetti. Lo ricorderà in questa domenica anche l’Apostolo Paolo: “l’uomo non è giustificato per le opere della Legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo”.

 

don Mimmo

 

 

Immagine

Peter Paul Rubens, Cristo a cena dal fariseo Simone. Ermitage, San Pietroburgo.

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