I di Avvento. “RITORNA”

I di Avvento. "RITORNA"

Il profeta Isaia offre l’invocazione più bella per disporsi a questo tempo di avvento: «Ritorna per amore dei tuoi servi». L’invocazione nasce da una certezza: «Tu, Signore, sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore». Facendo sue le parole della preghiera, il credente esprime oggi una certezza: non invoca un Dio Assente o Sconosciuto, ma invoca Cristo, venuto nella carne per rivelarci l’amore del Padre. L’invocazione, esprime non solo il desiderio dell’attesa, ma anche l’atteggiamento, il colore del tempo di Avvento. Solo, il desiderio, infatti, può aiutarci a comprendere l’invito a “vigilare” ripetuto per ben tre volte da Gesù ai suoi discepoli, così come ascoltiamo nel Vangelo. Paura o desiderio della venuta del Signore sono la conseguenza del nostro rapporto con Lui. Quando invochiamo il “ritorno” di una persona che amiamo non possiamo che lasciarci invadere dal desiderio. Ma se, al contrario, ne abbiamo timore, il suo ritorno diventa una minaccia. Solo chi ama può attendere nel desiderio e comprende l’invito di Gesù a “vegliare” senza lasciarsi prendere dall’ansia. Gesù spiega il motivo delle sue parole: «perché non sapete quando è il momento». Le parole di Gesù scoraggiano ogni presunzione da parte dell’uomo di conoscere tutto, di voler programmare tutto. Dobbiamo, al contrario, accettare la nostra ignoranza riguardo al ritorno del Signore. Una “ignoranza” che in chi non crede può insinuare l’idea che non c’è nessuno da attendere, se non la morte che sigilla la fine di tutto. Ma questo atteggiamento cosa può offrire alla nostra storia? Che colore può assumere la vita senza uno sguardo capace di aprirsi al futuro e un cuore capace di credere ad una promessa? L’invito a “vigilare” non porta lo sguardo solo verso il futuro, ma sollecita uno sguardo attento al presente. La promessa del ritorno del Signore non può diventare un alibi per fuggire dal mondo o disprezzarlo. Attendere significa “tendere-verso”. Il ritorno del Signore può trasformare la vita dell’uomo perché apre la sua storia al futuro e trasforma l’inesorabile scorrere dei giorni in un cammino verso una mèta. Gesù spiega il motivo del suo triplice invito a vigilare: «fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati». La vita stessa insegna che, in alcuni momenti o situazioni, non è più possibile cambiare le nostre scelte e noi dobbiamo, nel bene e nel male, accettarne le conseguenze. Questo conferma che il futuro che ci attende siamo noi stessi a prepararlo con le nostre piccole scelte quotidiane. Diventa più chiaro, in questo modo, che l’invito di Gesù sollecita il credente a non “addormentarsi” in una vita che si lascia trasportare dal tempo e dalle mode del momento. Per il credente, l’invito di Gesù è un invito a vivere nel mondo mettendo i propri passi dietro i suoi, con il desiderio che arrivi il giorno dell’incontro con Lui.

don Mimmo

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