Domenica delle Palme. Ostinati a credere

Domenica delle Palme. Ostinati a credere

La stessa folla che aveva osannato Gesù al suo ingresso in Gerusalemme, ora davanti ad un Pilato che tentenna grida: “Sia crocifisso!”. Per la folla Gesù è solo un rivoluzionario fallito, venditore di promesse irrealizzabili. Per coloro che scelgono di liberare Barabba al posto di Gesù, significa smetterla di pensare che il bene possa vincere sul male, che l’amore possa farsi spazio in un mondo violento. Forse anche noi, rassegnati di fronte a tanti fallimenti, siamo tentati di pensare che non serve a nulla lasciarsi affascinare dai grandi ideali e che l’amore verso il prossimo sia solo un pio proposito per i più deboli e i meno furbi. D’altro canto, nel racconto della Passione Gesù appare come colui che sperimenta la debolezza, il fallimento della logica dell’amore che ha guidato tutta la sua vita. La logica di Barabba che sceglie la violenza per affermare i propri diritti sembra prevalere su quella di Gesù che si ostina a proclamare l’amore come unica strada per conquistare il vero senso della vita. Ma davanti ad ogni storia ognuno sceglie la prospettiva dalla quale leggere e interpretare. E’ quello che sta accadendo in questo momento di fronte a questa triste pagina della nostra storia. A coloro che non si rassegnano a leggere la Passione di Gesù come una sconfitta, la Croce sulla quale Egli si lascia inchiodare rivela una verità fondamentale: Gesù rimane fedele fino alla fine, aggrappato alla croce nella sua totale fiducia nel Padre: Gesù accetta di morire perché non vuole rinunciare ad amare. Per noi, che oggi siamo protagonisti di una storia che non avremmo mai immaginato, coinvolti in una situazione che neanche il più grande regista di fantascienza avrebbe potuto creare, la Pasqua di quest’anno dovrà trovarci ancora più ostinati nel credere che là dove il mondo sembra dichiarare il suo fallimento, Dio sta coltivando i germogli di una storia più bella perché completamente rinnovata.

don Mimmo

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Commenti

  1. Vincenzo, Antonella e Gabriella De Marco : aprile 4, 2020 at 10:32 am

    Don Mimmo , caro amico acquisito per caso ma desiderato a lungo. Mi manchi e ci manchi tanto. Ci mancano il tuo equilibrio, la tua saggezza, il tuo pragmatismo ma soprattutto il tuo sorriso ed il tuo amore come ci manca quella parrocchia. Il messaggio delle comunioni spostate è niente in confronto alla commozione che ci ha dato l’ascolto della tua voce. Daremo il tuo bacio ai bambini e noi tutti mandiamo un abbraccio forte e pieno di amore a te, a voi tutti.

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