8 dicembre. Immacolata Concezione

8 dicembre. Immacolata Concezione

Il tempo di Avvento offre alla solennità dell’Immacolata il contesto più bello per la sua celebrazione. Un Prefazio con il quale la Chiesa prega in questo tempo usa un’espressione molto bella e interessante quando afferma che l’Avvento è il tempo nel quale “osiamo sperare” (Prefazio I di Avvento). Infatti, le letture proposte dalla liturgia dell’Immacolata orientano il nostro sguardo verso il futuro. Non un futuro incerto, affidato ad un destino ignoto, ma un futuro nel quale Dio stesso ci conduce attraverso la sua promessa. In questo futuro disegnato da Dio si colloca la vicenda di Maria, ed in particolare l’annuncio che ella sarà Madre di Gesù. Ma Maria, come tutti noi, come ogni creatura, non nasconde il timore per qualcosa che, allo stesso tempo entusiasma, ma preoccupa. “Si domandava che senso avesse un saluto come questo”. All’inizio del racconto, la presenza dell’Angelo sembra confonde Maria, così come accade ad ogni uomo o donna di fronte ad una realtà che non si comprende, ma che comunque avvertiamo più grande delle nostre forze. Le parole di Gabriele certamente intercettano il turbamento di Mari e la invitano a “non temere”. Nella distanza tra ciò che siamo e ciò che siamo chiamati ad essere è possibile riconoscere che il futuro è nelle mani di Dio. Noi possiamo prepararlo, ma non possiamo garantirlo. In questa distanza tra quello che noi siamo in grado di fare e quello che Dio può realizzare in noi trova fondamento la speranza cristiana. La speranza cristiana, infatti, non attinge alle nostre capacità, ma alla promessa di Dio. La solennità dell’Immacolata è un’occasione preziosa offerta a tutti noi per imparare a non aver paura del futuro. Spesso, se abbiamo paura è perché misuriamo il futuro con il metro delle nostre possibilità. Maria insegna che l’unica strada per non aver timore e avventurarsi nel futuro è abbandonarsi a Dio fidandosi della sua promessa. “Ecco la serva del Signore”. Non è un atteggiamento di umiltà che nasconde la rassegnazione, ma un atto di umiltà che rivela una totale fiducia.

don Mimmo

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