BuonSenso #7

BuonSenso #7

Lo stolto non si preoccupa di capire,
ma di dire quel che pensa.

Libro dei Proverbi 18,2

 

Quanto mai attuale questo aforisma, in un tempo in cui sembra che tutti abbiano qualcosa da dire o da condividere.

La questione posta dall’autore biblico non è tanto sull’avere o non avere pensieri sapienti, ma sull’analizzare su cosa sia riposta la «preoccupazione», ossia comprendere quale sia l’approccio che una persona ha verso un dialogo. È questo «approccio di fondo» che rivela se nel cuore della persona regni la sapienza o la stoltezza.

Il sapiente, infatti, considera un dialogo fruttuoso se ha avuto modo di capire meglio la posizione dell’altro o di approfondire il tema che ignora. L’obiettivo di uno stolto, invece, è anzitutto quello di avere la possibilità di dire la propria. Perché lo fa? Forse perché ama ascoltare se stesso o per avere uno spazio di notorietà o perché ha bisogno di essere considerato da qualcuno o per altri motivi ancora. Di fatto, lo stolto si sentirà frustrato o arrabbiato se non ha potuto parlare; il sapiente sarà scontento se non è riuscito a capire.

Tutt’altro che banale, questo criterio può aiutare noi stessi ad essere più sapienti e a smascherare quei guru di oggi, spesso stolti solo preoccupati di se stessi.

Don Alfredo

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