BuonSenso #6

BuonSenso #6

Le cavallette non hanno un re, eppure marciano in file serrate.

Libro dei Proverbi 30,27

Guardare agli animali come esempi di virtù appartiene alla retorica pedagogica dell’umanità. Originale, però, è il riferimento alle cavallette, annoverate dallo scrittore biblico tra gli animali più saggi della terra. Esse, infatti, non solo dimostrano la loro forza nella loro compattezza, capace di far tremare anche gli esseri umani dinanzi ai loro eserciti (vedi l’ottava piaga d’Egitto), ma ancor di più la loro saggezza nell’essere capaci di restare unite pur “non avendo un re”.

Quando c’è in gioco la sopravvivenza fisica e morale di una società e di tutti i singoli elementi che la compongono, anche noi esseri umani abbiamo la possibilità di comprendere che la responsabilità del camminare insieme appartiene a tutti, nessuno escluso. Piuttosto che aspettarsi tutto dalla “testa del pesce”, per poi giudicare “se puzza o meno”, o sentirsi dei “cavalli”, che per la propria dignità hanno il diritto di camminare “a briglie sciolte”, soprattutto in alcuni momenti della storia, il mondo appartiene alla saggezza delle cavallette, ossia a chi è capace di camminare fianco a fianco con un proprio simile, mantenere lo stesso passo (anche se non è il proprio), per il bene e la vita di tutti.

Don Alfredo

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